Intervista Settimio Benedusi

Intervista Settimio Benedusi

Mercoledì 6 Maggio il primo appuntamento de La Settimanale di fotografia con Settimio Benedusi.

Dal 6 al 27 Maggio, tutti i mercoledì, dalle 19 alle 21, nella Sala Munizioniere di Palazzo Ducale di Genova, avrà luogo la prima Settimanale di fotografia.

Grandi nomi del mondo della fotografia contemporanea porteranno la loro esperienza a Genova, parlandoci di fotogiornalismo, fotografia di moda, editing e ritratto, aiutandoci a capire cosa significa, oggi, essere un fotografo e che cosa è cambiato nel mondo della fotografia.

L’iniziativa, nata dall’Associazione SACS, non si limita all’idea di organizzare semplici incontri con grandi fotografi, ma rientra in un progetto più ampio che ambisce a creare, a Genova, un’attività culturale, legata alla fotografia, sempre più importante e costante; perché questo avvenga è fondamentale la collaborazione tra le varie realtà culturali della città, come è avvenuto per La Settimanale con la Fondazione per la cultura di Palazzo Ducale, che con grande entusiasmo ha sostenuto il progetto e messo a disposizione la bellissima Sala Munizioniere.

Domani, mercoledì 6 Maggio, il primo appuntamento con Settimio Benedusi, a cui abbiamo fatto qualche domanda:

SETTIMIO BENEDUSI

Uno dei più importanti ed eclettici fotografi italiani contemporanei. Nato ad Imperia si trasferisce molto giovane a Milano dove inizia la sua carriera di fotografo che lo porta a lavorare per le più grandi maison di moda e per molte testate nazionali ed internazionali.

Grande comunicatore, spesso intelligente provocatore, molto attivo sui social, è noto per la sua capacità di far riflettere sul significato della fotografia nell’era del digitale. La sua idea è che al giorno d’oggi fare foto belle o comunque fatte bene sia  facile in quanto con i mezzi che ognuno di noi ha a disposizione chiunque potrebbe potenzialmente fare capolavori e grazie a tutti i vari automatismi tutto questo è sempre più semplificato; il problema per un fotografo oggi nasce da qui, perchè quando una cosa è troppo facile risulta difficile, soprattutto per chi deve viverci.

Qualcuno ha detto che “scrivere è facile per tutti, tranne che per gli scrittori”, Benedusi pensa la stessa cosa per la fotografia: “Fotografare è facile per tutti, tranne che per i fotografi.”

– C’è qualcosa, nei tuoi ricordi ( un’immagine, un episodio, una persona ) che vede legate genova e la fotografia?

SB: Si, le fotografie di Fabrizio De Andrè a Genova

– Qual’è il suggerimento che ti trovi a dare più spesso agli aspiranti fotografi che partecipano ai tuoi workshop?

SB: Parlare alla modella, non realizzare progetti banali bensì di realizzare progetti intimi e personali, ma prima di tutto e soprattutto di pensare prima di fotografare!

-Con cosa scatti le foto di famiglia?

SB: Con l’i-phone

—Fotografi ancora per te stesso? Se si, cosa fotografi?

SB: Cerco di far sì che tutto quello che fotografo sia anche per me stesso. Non divido in maniera netta quello che fotografo per lavoro e le fotografie personali. Ad ogni modo, quando fotografo qualcosa di personale, mi piace fotografare il mare.

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